domenica 4 dicembre 2016

Dribbling, puntata del 3/12/2016


Cantami, città capitale, come crollasti.
Conquistavi continenti, contaminavi civiltà,
creavi costruzioni che catturavano,
commovendo chiunque chiedesse cultura.
Ciononostante, covavi cattivi costumi:
clientelismo, corruzione.
Cominciasti col concederti continuamente capricci.
Come centro cristiano cattolico,
certi cafoni considerarono corretto castigarti;
cavalcando con capelli cascanti,
causarono cadaveri, combustioni, caos.
Cambiasti condotta colla Controriforma:
condannavi chi chiamasse “credo” ciò che convinceva,
citando circa cento cavilli, che col clero compivi crimini.
Cinecittà collezionò capolavori cinematografici,
cancellando completamente cosa,
con crudeltà, combinasti? Col cavolo.
Comune collinare che cadi con costanza,
capoluogo cui comunico codesto componimento,
curati, così coglierai consensi, carezze, corteggiatori.

giovedì 1 dicembre 2016

lunedì 28 novembre 2016

Il progetto vive ancora

L'anno scorso in novembre, a Roma in via Cola di Rienzo, la mia Lettera 32 è caduta e si è rotta.
 La Olivetti per Natale mi ha regalato la sostituta con cui ieri sera, sul marciapiede del "fattaccio", mi sono preso la rivincita.
 Il progetto vive ancora.

sabato 26 novembre 2016

Dribbling, puntata del 26/11/2016

Sabato. Scattare selfie sfruttando se stessi sullo sfondo, sullo schermo Sony.

martedì 22 novembre 2016

Scrittura (ri)creativa

Corso di scrittura (ri)creativa: "Storie e intrecci".
Dove: Villa Crocco, Salvaterra di Badia Polesine.
Progetto: "La differenza non è una sottrazione".
Docente: Walter Lazzarin.
Risultato: Ci si diverte.

sabato 19 novembre 2016

Dribbling, puntata di oggi!


Tautogramma in T (tema: terremoto ad Amatrice)

Tutto traballava trasmettendo tensione, terrore, tachicardia.
Tic tac, tic tac, trascorse tantissimo tempo tremando.
Testimoniato tramite telegiornali, tale turbamento tellurico tartassò tetti, terrazze, troncò tubature; tagliò trasversalmente terreni troppo teneri, travolse, trucidò.
Toccò tracciare trecento tombe.
Toccò trapiantare tremila terremotati tra tendopoli temporanee, tristi tuttavia tollerabili.
Tale tragedia, tuttora tangibile, terminerà.
Totalmente.
Troveranno terapie. Torneranno tranquilli.